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Come usare i Social Media: cosa c’entrano la Marcuzzi e la BBC

marcuzzi

Oltre a Facebook, esistono ormai molti altri social media, ognuno dei quali si presenta con delle particolarità. C’è quello che punta più sulle immagini (Instagram, Pinterest), quello che chiede recensioni sui locali (Forsquare) e quello dedicato più alle parole (Twitter).

Mi sono avvicinato molto tardi a Twitter rispetto al suo boom, anche perché mi sembrava uno strumento più adatto alle celebrità, ai vip, e comunque che funzionasse più per altri paesi che non in Italia.

Penso a Twitter e mi vengono in mente calciatori, attori, politici… che usano il proprio account alcuni per civetteria, altri per propaganda, altri per parlare con la gente senza filtri, altri ancora per esibizionismo e altri semplicemente perché… è di moda fa figo.

I Vip che cinguettano

Questa mia opinione sembrava aver trovato conferma in quello che mi è capitato di vedere in tv solo qualche giorno fa. Durante un programma televisivo, che non ricordo nemmeno quale fosse, ho visto Alessia Marcuzzi incontrare per strata un’altra starlette pseudo vip, mi sembra Nina Senicar, scambiare qualche parole e salutarsi con un “Ci sentiamo via Instagram o Twitter”.

Ecco, per l’appunto”, ho pensato, “quei social network sono adatti solo ai vip, sono dei giocattoli per le celebrità e la loro mania di apparire”.

Dopo aver aperto però il mio account Twitter, ho cominciato a capire che il fenomeno non finiva tutto con i tweet di Balottelli e compagnia cantante. Ho trovato suggerimenti, materiale e personaggi interessanti, non proprio noti, a me almeno, per i miei interessi e la mia attività.

Dopo aver scelto di seguire chi e cosa mi interessa, per argomento e affinità, scorro i vari aggiornamenti e trovo di tutto: guide, consigli, informazioni e notizie su un certo argomento e così mi sono appassionato.

Ho twittato dei commenti coinvolgendo anche qualche personaggio famoso, niente di eclatante come Barack Obama o Leo Messi, ma semplicemtne sollecitando qualche giornalista o qualche sportivo, e puntualmente è arrivato il retwitt (ovvero la condivisione del mio contributo) o la stellina dei preferiti. Sono entrato in contatto con chi volevo, senza che ci fosse una conoscenza diretta, ma così, perché ho scritto qualcosa su di loto, qualcosa che hanno apprezzato e condiviso.

Al momento, Twitter all’estero è usato molto di più che in Italia, ma se si mastica un po’ di inglese, o qualche altra lingua straniera, la quantità di informazioni utili che si riesce a trovare, anche grazie agli hashtag (argomenti che vengono evidenziali come categorie e filtri dal carattere cancelletto ‘#’), è enorme.

Mi chiedo allora: ho sottovaluto questi mezzi? Cioè, li uso sì, ma forse mi sto pian piano accorgendo della loro potenzialità sempre più grandi

Mi ha scritto la BBC!

Una conferma di questo l’ho avuta proprio la settimana scorsa. Un anno fa circa, ho lanciato con un collega un’amica una comunità sullo sport femminile attraverso una pagina Facebook e un sito sui mondiali di calcio in Brasile, evento trattato dal punto di vista delle donne.

La pagina Facebook è ancora operativa e qualche giorno fa mi ha scritto una persona che lavora per l’ufficio stampa dei canali tv britannci BT Sport e BBC 2 (!) per chiedermi se potevo pubblicare delle informazioni su una loro trasmissione (‘The Clare Balding Show’). Susie Wolff, una pilota automobilistica inglese, Test Driver della scuderia di Formula 1 Williams dal 2014, sarebbe stata in quei giorni ospite del programma e la produzione voleva evidentemente promuovere la cosa.

Becky, così si chiama l’addetta stampa che mi ha scritto, fancendo bene il suo lavoro avrà pensato di promuovere il programma presso un target sportivo indirizzato al pubblico femminile e cercando tra i social ha trovato l’account Twitter e la pagina Facebook di ‘United Women of Sport” e così mi ha scritto.

Incredibile come una piccola comunità creata per un progetto pilota come il nostro possa essere contatta niente meno che dalla BBC!

La nostra pagina Facebook non ha grandi numeri, circa 600 like, ma tratta di uno specifico argomento (lo sport femminile) rivolto ad uno specifico target (donne appassionate di sport) con contenuti in lingua inglese, Quindi, anche se si tratta di una piccola nicchia, era precisamente il pubblico a cui Becky voleva rivolgersi.

Un esempio per spiegare che…

Anche una piccola realtà, come una piccola azienda, potrebbe quindi seguire la stessa strada, cioè creare un canale di comunicazione che parli di uno specifico argomento rivolto ad un target ben definito. Chiariti questi importanti presupposti, si può scegliere quale canale social è più adatto a raggiungere questa nicchia e parlare di questo argomento, definire una strategia di contenuti e applicarla con constanza e puntualità grazie ad un calendario di pubblicazione.

Chissà che anche a voi non capiti di essere contattati dalla BBC….

 

Sono un consulente free lance di comunicazione web. Aiuto le piccole aziende e professionisti a promuoversi e trovare nuovi clienti attraverso gli strumenti che Internet mette a disposizione.